Circa 9milioni di donne italiane vivono con una pensione inferiore ai mille euro al mese a fronte di quella degli uomini che si attesta intorno ai 1.300 euro. E' questo uno dei dati, diffusi oggi dallo SPI CGIL, in occasione della prima giornata di Assemblea delle donne del sindacato pensionati dal titolo 'Signore in Rosso. Il valore del genere, la forza dell’età', che si concluderà venerdì 14 ottobre a San Benedetto del Tronto. Al centro delle tre giornate, infatti, il tema delle differenze di genere nei redditi da pensione, ma anche la questione di come contrastare l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne e di come rilanciare la contrattazione sociale.In particolare, lo SPI CGIL rileva che circa 9 milioni di donne vivono con una pensione media di 961 euro, di queste ben 2.480.000 percepiscono appena 358 euro, 2.800.000 arrivano ad un massimo di 721 euro e 2 milioni a 792 euro. A ricevere la pensione sociale, secondo il sindacato dei pensionati della CGIL, sono soprattutto le donne, 423.433 a fronte dei 131.511 assegni sociali per gli uomini. L'importo medio di una pensione sociale per una donna varia di regione in regione ed è inferiore a quello previsto per gli uomini di circa 100 euro. Sono 3.500.000 l...
donne che, secondo i dati diffusi dallo SPI CGIL, percepiscono una pensione da lavoro, di queste circa 2 milioni si trovano nelle regioni del nord Italia, 700mila in quelle del centro e 850mila nel Mezzogiorno. Contrariamente a quanto si possa pensare è al nord che queste hanno un valore minore, con una media mensile di 892 euro a fronte di 962 euro al centro e di 902 euro al sud.Infine, secondo lo SPI CGIL, le donne italiane, in prospettiva, andranno in pensione più tardi rispetto alle colleghe europee. L'età pensionabile passerà, infatti, dai 60 anni del 2010 ai 62 del 2020 fino ad arrivare ai 66 del 2030, ai 67 del 2040 e ai 68 del 2050. In Francia, invece, l’età pensionabile è più bassa, resterà sostanzialmente invariata e arriverà nel 2050 a 61 anni. In Germania la soglia resterà bloccata ai 65 anni mentre nel Regno Unito arriverà a 67 non prima del 2050. Anche gli Usa avranno un’età pensionabile per le donne inferiore a quella dell’Italia e sarà di 67 anni dal 2030.L'ottava Assemblea nazionale delle 'Signore in Rosso' è per il Segretario Generale dello SPI CGIL, Carla Cantone “un'importante tappa di mobilitazione verso la grande manifestazione nazionale del 28 ottobre” e l'occasione, ha proseguito la dirigente sindacale, “per discutere dei temi, che sicuramente riguardano le donne, ma che riguardano l'insieme della battaglia che lo SPI CGIL sta portando avanti contro la manovra del governo. Una manovra - ha precisato - che colpisce soprattutto le donne”. Gli effetti della continua riduzione di finanziamenti ai comuni e agli enti locali, ha avvertito Cantone “si scaricherranno sulla qualità e la quantità dei servizi sanitari, assistenziali e sociali, rappresentando un serio problema per le anziane e gli anziani e per le donne che vedranno aumentare il lavoro di cura”. Per questo, nel corso delle tre giornate, si discuterà di come valorizzare la contrattazione sociale nei tempi di crisi e nei rapporti con i comuni e con le regioni. Inoltre, il Segretario Generale dei pensionati della CGIL, ha annunciato una serie di proposte relative alla previdenza, in particolare per le donne, perchè, ha spiegato, “le donne non solo devono subire l'innalzamento dell'età pensionabile, ma devono subire anche differenze di reddito da pensione con i loro colleghi uomini, poiché a parità di anni di contribuzione e non di salario, le pensioni per le donne restano inferiori”. Ad intervenire nella prima giornata di assemblea è il Segretario Generale CGIL,Susanna Camusso, la quale ha posto un interessante interrogativo: “siamo proprio sicuri che sia conveniente mantenere al lavoro gli anziani e tenere fuori i giovani?”. Per la leader del sindacato di Corso d'Italia, con l'innalzamento dell'età pensionistica “non si garantisce ai giovani un presente, nè tantomeno un giorno la pensione. Bisogna ragionare sulle pensioni, ma in un modo che sia funzionale per i giovani”.

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Il fallimento del Governo Berlusconi é l'ultimo atto di uno dei periodi più travagliati della storia Repubblicana. Lavoratori, pensionati e giovani disoccupati, hanno visto peggiorare le loro condizioni fino a vedersi negare il futuro. Mentre attraverso le speculazioni finanziarie e la globalizzazione, la ricchezza e la povertà si sono ulteriormente polarizzate. É davvero inaccettabile che nell'Occidente i detentori del potere economico e finanziario abbiano di fatto il controllo o quasi, sulle popolazioni e sulle istituzioni, soppiantando la politica che si dimostra incapace di assolvere il suo compito di rappresentanza democratica. Il sistema economico mondiale, basato sulla concentrazione della ricchezza disponibile...
Read moreIl segretario della CGIL Antonio Rudas commenta le critiche apparse sul sito di Rassegna Democratica, in relazione allo sciopero dello scorso 6 settembre, secondo cui la CGIL sbaglierebbe tutto. (Vai all'articolo) Ho letto con molta attenzione il pezzo: “la CGIL sbaglia tutto, il problema è la crescita, lo sciopero grida vendetta”. Credo che tale analisi sia un tantino elusiva e persino pretestuosa. Peraltro, ma lo dico con il dovuto rispetto, limitata da concezioni abbondantemente superate dalla nuova realtà incombente. Elusiva perché evita di menzionare l'impegno della confederazione di corso D'Italia la quale per prima aveva sostenuto la questione del declino del sistema...
Read moreLe critiche di Simone esprimono un malessere vero, una sofferenza di un'intera generazione che è esclusa da tutto. Del resto nessuno è immune dal fare errori, ma attenzione a non confondere le parti in commedia. Ci possono essere e ci sono responsabilità personali e dei singoli ma non mi risulta che il movimento operaio e la parte più attenta e progressista del sindacato non abbiano e non stiano continuando a fare la loro parte. A Simone dico di più: la CGIL è fortemente osteggiata e attaccata proprio perché non rinuncia alla sua funzione di rappresentanza dell'insieme del mondo del lavoro,...
Read moreDoverosa la precisazione di Bersani circa la posizione del PD rispetto allo sciopero della CGIL che in difesa dei lavoratori e dei pensionati fa semplicemente il proprio dovere quando punta a modificare una manovra finanziaria sbagliata e profondamente ingiusta, chiamando alla mobilitazione la sua gente. Del resto un partito di opposizione deve fare altrettanto presentando le proprie proposte in parlamento e sostenendole nel vivo della società civile. Cosa che in questa occasione sia pur in parte, è effettivamente avvenuto entrando nel merito dei problemi con serietà e lucidità apprezzabili. Quello che non si capisce è l'imbarazzo di molti suoi esponenti...
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