Il tempo delle attese è finito, la giunta regionale può e deve fare l'unica cosa utile per il territorio e la Sardegna, ovvero rassegnare immediatamente le dimissioni e lasciare che i cittadini decidano da chi vogliono essere governati. È quanto ha dichiarato il segretario della CGIL di Sassari Antonio Rudas, riflettendo sugli ultimi due anni e mezzo della legislatura. Le condizioni sociali ed economiche in cui versiamo sono davvero senza precedenti, mentre la crisi non è minimamente contrastata e la nostra gente si trova depressa dalla disperazione. Chiudono le attività storiche, ogni settore perde quotidianamente pezzi e la classe dirigente non fa assolutamente niente o poco più. C'è una sofferenza in giro che non ha riscontri se non negli anni 40 e 50 del secolo scorso. Siamo governati da irresponsabili che non vedono e non si rendono conto di quanto sta accadendo, perché è difficile che un politico che guadagna anche decine di migliaia di euro al mese possa comprendere la disperazione di chi sta perdendo tutto e di chi non ha niente. Ormai andare ai tavoli di confronto non ha più senso nemmeno per il sindacato, si firmano accordi e intese che rimangono sempre sulla carta, le uniche pratiche che trovano consequenzialità sono quelle che prevedono chiusure e cessazioni delle attività esistenti. Pertanto lo sciopero del prossimo 11 ottobre proclamato da CGIL-CISL-UIL dovrà su tutto contenere una rivendicazione chiara, i lavoratori e i cittadini uniti dovranno pretendere ad alta voce che il consiglio regionale venga sciolto per andare immediatamente a votare. Siamo in una fase in cui la politica si deve rinnovare completamente, bisogna che i partiti specie quelli derivanti dalle antiche vocazioni popolari riprendano ad occuparsi delle persone e dei lavoratori, occorre finalmente che si ritorni a essere rigorosi, puliti e concreti. Se un cittadino vuole mettersi a disposizione della collettività, se vuole servirla a testa alta deve sapere che non potrà contare più su nessun privilegio. Se un operaio, un impiegato, un insegnante, vengono eletti, devono aver riconosciuto lo stesso reddito di prima, senza benefici ulteriori per tutto il tempo che verrà chiamato a svolgere una funzione istituzionale e di rappresentanza. Se invece ad essere eletti saranno liberi professionisti con redditi alti, imprenditori e altre categorie di benestanti, non dovrà essere riconosciuto loro nemmeno un centesimo di euro. Nelle istituzioni si deve andare per servire non per essere serviti, occorre produrre una vera e propria rivoluzione culturale che restituisca alla politica e ai partiti non solo la funzione di rappresentanza ma anche quella grande....
dignità e credibilità che hanno perduto. Ai politici vada quindi riconosciuto il giusto, ma niente di più. Per Rudas che non vuole parlare solo degli altri, è opportuna anche una rivisitazione del ruolo del sindacato in Italia, che non può relegarsi semplicemente in un erogatore di servizi. Il movimento ha bisogno di essere completamente restituito nelle mani dei lavoratori ai quali deve essere riconosciuta sempre l'ultima parola prima che un'accordo venga considerato valido. Ci sono troppi bonzi che nonostante hanno una grande responsabilità parlano a titolo personale e decidono senza fare i conti con chi gli conferisce il mandato. Comunque i sindacalisti guadagnano quanto e qualche volta meno dei loro rappresentati, questo è un fatto non di poco conto che deve essere considerato e mantenuto tale. Solo per fare un'esempio, il segretario della CGIL di Sassari, ovvero la più alta carica territoriale, cioè colui che percepisce di più nell'ambito della sua organizzazione, ha uno stipendio di circa 2.000 euro al mese e nessun altro beneficio se non i rimborsi vivi per gli spostamenti e le trasferte, ma la maggior parte dei dirigenti e militanti svolgono la loro missione in maniera del tutto gratuita, spesso mettendoci di tasca, come del resto fanno anche molti consiglieri comunali. Si vada subito a votare dunque ed i partiti presentino programmi credibili e concreti, ci spieghino prima del voto come vogliono effettivamente ridurre i costi della politica ed eliminare le ingiustizie presenti. Anzi preparino senza furbizie e demagogia le leggi da votare non appena si ritroveranno a sedere sui banchi del consiglio. L'Italia e la Sardegna si devono riprendere, occorre avviare una nuova fase di crescita e di sviluppo basata sul rinnovamento, ma per far questo servono uomini e donne nuovi, fortemente motivati. Ma non basta, si sappia che senza una forte spinta dal basso non sarà possibile nemmeno crearne i presupposti. Per ciò il sindacato in questa stagione straordinaria si dovrebbe impegnare direttamente su questo versante, i lavoratori, e i pensionati ma soprattuto i giovani, hanno l'interesse a fare fronte comune, serve una vera rinascita delle coscienze, e il primo segnale forte deve arrivare proprio il prossimo 11 novembre.

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Read moreIl segretario della CGIL Antonio Rudas commenta le critiche apparse sul sito di Rassegna Democratica, in relazione allo sciopero dello scorso 6 settembre, secondo cui la CGIL sbaglierebbe tutto. (Vai all'articolo) Ho letto con molta attenzione il pezzo: “la CGIL sbaglia tutto, il problema è la crescita, lo sciopero grida vendetta”. Credo che tale analisi sia un tantino elusiva e persino pretestuosa. Peraltro, ma lo dico con il dovuto rispetto, limitata da concezioni abbondantemente superate dalla nuova realtà incombente. Elusiva perché evita di menzionare l'impegno della confederazione di corso D'Italia la quale per prima aveva sostenuto la questione del declino del sistema...
Read moreLe critiche di Simone esprimono un malessere vero, una sofferenza di un'intera generazione che è esclusa da tutto. Del resto nessuno è immune dal fare errori, ma attenzione a non confondere le parti in commedia. Ci possono essere e ci sono responsabilità personali e dei singoli ma non mi risulta che il movimento operaio e la parte più attenta e progressista del sindacato non abbiano e non stiano continuando a fare la loro parte. A Simone dico di più: la CGIL è fortemente osteggiata e attaccata proprio perché non rinuncia alla sua funzione di rappresentanza dell'insieme del mondo del lavoro,...
Read moreDoverosa la precisazione di Bersani circa la posizione del PD rispetto allo sciopero della CGIL che in difesa dei lavoratori e dei pensionati fa semplicemente il proprio dovere quando punta a modificare una manovra finanziaria sbagliata e profondamente ingiusta, chiamando alla mobilitazione la sua gente. Del resto un partito di opposizione deve fare altrettanto presentando le proprie proposte in parlamento e sostenendole nel vivo della società civile. Cosa che in questa occasione sia pur in parte, è effettivamente avvenuto entrando nel merito dei problemi con serietà e lucidità apprezzabili. Quello che non si capisce è l'imbarazzo di molti suoi esponenti...
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