No al dimensionamento scolastico

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Una moratoria di un anno per il dimensionamento scolastico che colpisce alunni e famiglie: è quanto chiedono, in un documento unitario, Cgil, Cisl e Uil regionali e le federazioni della scuola dei tre sindacati e ribadito dalle organizzazioni provinciali. “Ancora una volta – recita il documento – la Regione rinuncia a svolgere il proprio ruolo di rivendicazione della sua autonomia e ad aprire una vertenza con lo Stato sul tema dell'istruzione e della formazione in Sardegna. Ad oggi la Regione non è riuscita a darsi una propria legge sul diritto allo studio e di riforma del sistema di istruzione e formazione, non ha in alcun modo fatto una battaglia in difesa degli organici della scuola, non ha impedito la riduzione dell'offerta formativa, non ha difeso le occasioni di lavoro dei precari. Oggi subisce passivamente, anche in una materia di sua esclusiva competenza qual è il dimensionamento e la riorganizzazione della rete scolastica, gli indirizzi ministeriali, che prevedono per la Sardegna un ulteriore sensibile depauperamento di risorse preziose per il sistema scolastico sardo”. Le organizzazioni sindacali confederali e di categoria hanno responsabilmente fatto una precisa proposta: il rinvio delle operazioni di dimensionamento di almeno un anno, con il contestuale avvio di un processo volto a dotarsi di adeguati strumenti normativi, a definire il giusto modello e sistema organizzativo di scuola in Sardegna, alla rivendicazione delle adeguate risorse dello Stato. Cgil, Cisl e Uil confederali e di categoria evidenziano la grande difficoltà e contrarietà di molti comuni verso un processo distruttivo del servizio scolastico per le loro comunità e sottolineano aspetti di incoerenza e disomogeneità nelle concrete operazioni di dimensionamento effettuate a livello locale. In provincia di Sassari, in particolare, verrà pagato un prezzo altissimo in termini di risorse e personale. Le organizzazioni sindacali lamentano inoltre il mancato coinvolgimento in termini di tempo, analisi e confronto, e per questo fin d'ora annunciano che non si presenteranno, in segno di protesta, alle preconferenze territoriali. Chiedono invece un tavolo permanente al fine di valutare in modo ottimale la riorganizzazione dell'intera rete scolastica.

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