Modifica il carattere


Sindacati e le Province di Sassari e Olbia-Tempio marceranno compatte a difesa della scuola in Sardegna. È il risultato dell'incontro che si è tenuto negli uffici dell'Assessorato provinciale all'Istruzione di Sassari, a Baldinca. I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno presentato uno studio che dimostra che in Sardegna i tagli sono stati maggiori che altrove. Il rischio è pertanto che gli organici assegnati alle scuole non possano consentire un normale avvio dell'anno scolastico. Secondo Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Gilda del Nord Sardegna – che lo scorso 2 agosto avevano predisposto un apposito documento – l'emergenza deriva dall'aver imposto al territorio regionale un taglio degli organici dei docenti e del personale Ata enormemente superiore rispetto a... parametri previsti dalle norme. In pratica alla Sardegna è stato chiesto dal Ministero più di quanto è dovuto. Secondo il dpr 119 del 22 luglio 2009 la riduzione del personale Ata nel triennio successivo deve essere realizzata nella misura del 17 per cento. Al contrario, in Sardegna il taglio programmato è del 20,8 per cento: anziché 1468 posti, ne vengono cancellati 1786. Al contrario di quanto avviene in Lombardia, dove la percentuale di taglio è dell'11 per cento: 3794 posti in meno anziché i 5894 calcolati con la misura del 17 per cento. Questo significa che alcune regioni hanno subito meno tagli. E guarda caso per riequilibrare i numeri si è intervenuto sulle regioni del sud. Discorso simile per i docenti, per la cui riduzione di organico sono stati seguiti particolari parametri. I sindacati hanno definito una media nazionale dei tagli del 10,9 per cento. Ciò comporta che per la Sardegna i posti da tagliare tra i docenti dovrebbero essere 2324, mentre il taglio effettivo nel triennio sarà di 3022 (quindi 698 in più), ovvero il 14,17 per cento. La regione più penalizzata è però la Calabria, con il 16,09 per cento; quella meno penalizzata l'Emilia-Romagna, con il 7,19 per cento, che significa che anziché 4426 le cattedre tagliate saranno 2921. Ma, sottolineano i sindacati, c'è dell'altro. Le regioni che ritenevano di essere in sofferenza hanno avanzato e ottenuto alcune deroghe. Così non ha fatto la Sardegna, che non inoltrato nessuna richiesta, «nonostante l'insostenibilità dei tagli sia dimostrata dalle scelte effettuate dall'Ufficio Scolastico Regionale relativamente ai seguenti punti: l'attentato al tempo pieno che, seppur formalmente rientrato, comporterà il taglio di tutte le ore di contemporanea con conseguente abbassamento della qualità; la mancata concessione delle classi IV negli istituti professionali in quanto considerate classi iniziali; la soppressione delle classi 1ª e 2ª nei corsi serali con grave danno per gli studenti lavoratori e per i giovani "dispersi" riavvicinatisi agli studi; la dichiarazione di docenti perdenti posto pur essendo presenti 17 ore di cattedra e consentendo la norma il mantenimento di cattedre a 15 ore; l'istituzione di cattedre eccedenti le 18 ore con disapplicazione del Ccnl Scuola e grave danno perché si determinano ulteriori diminuzioni di posti di lavoro per i docenti». Due sono gli strumenti a cui fare subito ricorso per evitare ulteriori danni, dicono i sindacati. Innanzitutto impugnare gli atti, ovvero le decisioni dell'Ufficio Scolastico Regionale, davanti agli organi legali competenti. E poi pensare anche alla proclamazione di uno sciopero generale del Nord Sardegna. «Siamo davanti a una gravissima emergenza, che abbiamo rilevato da tempo e che adesso rischia di diventare drammatica, con l'inizio dell'anno scolastico, se non si attiva un'azione unitaria di tutto il sistema regionale», ha sottolineato l'assessore provinciale all'Istruzione Rosario Musmeci. «Assumeremo iniziative forti e denunceremo la non correttezza dei processi di dimensionamento, estranei a un corretto rapporto tra Ufficio Scolastico Regionale e Province sarde. Il dato vero è che gli organici a disposizione non permetteranno la sicurezza dell'apertura delle scuole». Con una richiesta rivolta, insieme agli altri assessori provinciali all'Istruzione, all'assessore regionale Sergio Milia, per convocare un incontro per fare il punto e trovare le migliori soluzioni. «Già sul piano di dimensionamento ci siamo mossi insieme con l'assessore Musmeci», ha aggiunto Giovanni Pileri, assessore all'Istruzione della Provincia di Olbia-Tempio. «Adesso abbiamo l'emergenza segnalata dalle organizzazioni sindacali sui tagli degli organici. Noi puntavamo su una scuola di qualità, ma così sarà difficile realizzarla. Chiediamo nuovamente un incontro urgente con l'assessore Milia per attivare un tavolo permanente sull'istruzione, affinché tutti questi problemi siano monitorati. Ma solleciteremo anche una legge regionale di sistema sulla scuola, che ci metta al riparo da interventi ministeriali così pesanti».

L'ARAN tenta di bloccare gli stipendi ai precari

L'ARAN tenta di bloccare gli stipendi ai precari

l Coordinamento Precari FLC di Sassari esprime il proprio dissenso e la propria preoccupazione per l’ipotesi di contratto e la pre-intesa fi...

Gli elementi portanti dell'attività della Cgil Scuola sono: difendere le condizioni di lavoro del personale della scuola e valorizzare le loro professionalità ; ribadire la legittimità delle richieste e dei bisogni dei lavoratori attraverso le piattaforme contrattuali; valorizzare e qualificare la scuola da noi considerata come servizio pubblico indispensabile per la crescita della società e per la formazione delle nuove generazioni.

 


SEGRETARIO GENERALE - FRANCESCA NURRA

SEGRETERIA - SERGIO PASQUA - ARIANNA MARROCU - EMMA FENUDE - GIUSEPPE BALDOVINO SUFFRETTI

TELEFONO - 079/219385 FAX - 079/2111209

MAIL - sassari@flcgil.it


ISCRIVITI ALLA CGIL

IL COMMENTO

Prev Next

Monti: ottima aspirina, ma non può curare la malattia.

Il fallimento del Governo Berlusconi é l'ultimo atto di uno dei periodi più travagliati della storia Repubblicana. Lavoratori, pensionati e giovani disoccupati, hanno visto peggiorare le loro condizioni fino a vedersi negare il futuro. Mentre attraverso le speculazioni finanziarie e la globalizzazione, la ricchezza e la povertà si sono ulteriormente polarizzate. É davvero inaccettabile che nell'Occidente i detentori del potere economico e finanziario abbiano di fatto il controllo o quasi, sulle popolazioni e sulle istituzioni, soppiantando la politica che si dimostra incapace di assolvere il suo compito di rappresentanza democratica. Il sistema economico mondiale, basato sulla concentrazione della ricchezza disponibile...

Read more

Mobilitarsi per la crescita è necessario.

Il segretario della CGIL Antonio Rudas commenta le critiche apparse sul sito di Rassegna Democratica, in relazione allo sciopero dello scorso 6 settembre, secondo cui la CGIL sbaglierebbe tutto. (Vai all'articolo) Ho letto con molta attenzione il pezzo: “la CGIL sbaglia tutto, il problema è la crescita, lo sciopero grida vendetta”. Credo che tale analisi sia un tantino elusiva e persino pretestuosa. Peraltro, ma lo dico con il dovuto rispetto, limitata da concezioni abbondantemente superate dalla nuova realtà incombente. Elusiva perché evita di menzionare l'impegno della confederazione di corso D'Italia la quale per prima aveva sostenuto la questione del declino del sistema...

Read more

La necessità di continuare a lottare per e con i giovani

Le critiche di Simone esprimono un malessere vero, una sofferenza di un'intera generazione che è esclusa da tutto. Del resto nessuno è immune dal fare errori, ma attenzione a non confondere le parti in commedia. Ci possono essere e ci sono responsabilità personali e dei singoli ma non mi risulta che il movimento operaio e la parte più attenta e progressista del sindacato non abbiano e non stiano continuando a fare la loro parte. A Simone dico di più: la CGIL è fortemente osteggiata e attaccata proprio perché non rinuncia alla sua funzione di rappresentanza dell'insieme del mondo del lavoro,...

Read more

Bersani e la CGIL.

Doverosa la precisazione di Bersani circa la posizione del PD rispetto allo sciopero della CGIL che in difesa dei lavoratori e dei pensionati fa semplicemente il proprio dovere quando punta a modificare una manovra finanziaria sbagliata e profondamente ingiusta, chiamando alla mobilitazione la sua gente. Del resto un partito di opposizione deve fare altrettanto presentando le proprie proposte in parlamento e sostenendole nel vivo della società civile. Cosa che in questa occasione sia pur in parte, è effettivamente avvenuto entrando nel merito dei problemi con serietà e lucidità apprezzabili. Quello che non si capisce è l'imbarazzo di molti suoi esponenti...

Read more