09.00 to 18.00 Lunedì al Venerdì

Indirizzo VIA ROCKFELLER 35 (SS)

Sede di Sassari 079-95.75.900

Carissimi compagni /Gentilissimi iscritti,

Con la presente, la CGIL – Camera Del Lavoro Territoriale di Sassari, anche allo scopo di adempiere agli obblighi derivanti dall’art. 34 del Regolamento (UE) 679/2016, vi comunica che durante le festività natalizie, presumibilmente in data 06.01.2021, alcuni malviventi sono entrati nella sede della Camera Del Lavoro Territoriale ed è avvenuta una violazione di dati personali, in particolare è stato rubato un pc portatile in uso al dipartimento migranti contenente dati personali e documenti inerenti alle pratiche svolte dagli utenti e dagli iscritti al sindacato con tale dipartimento.

La Camera Del Lavoro Territoriale di Sassari, per tutelare nella misura massima possibile i dati personali dei propri utenti ed evitare ulteriori violazioni, ha già contattato la Polizia locale e la Polizia Scientifica per effettuare le necessarie indagini e ha notificato la violazione dei dati personali al Garante privacy.

La Camera Del Lavoro Territoriale di Sassari si è immediatamente attivata per sostituire le serrature di ingresso alle sedi e per installare un impianto antifurto. Inoltre, la medesima sta valutando, insieme al Responsabile della Protezione dei Dati personali, l’attivazione di un adeguato sistema di backup per evitare ulteriori perdite di disponibilità di dati e documenti e di implementare ulteriori misure organizzative per proteggere la sede da eventuali futuri tentativi di accesso illeciti.

Per quanto si ritenga probabile che l’accesso ai dati personali presenti nel pc portatile rubato sia di scarso interesse per terzi, pur tuttavvia per evitare ogni possibile ripercussione sui diritti degli utenti e degli iscritti della Camera del Lavoro Territoriale di Sassari, la medesima si rende totalmente disponibile a ricostruire la documentazione perduta insieme ai suoi utenti e iscritti, anche mediante richiesta di copia all'amministrazione alla quale era stata depositata la pratica, e a porre in essere tutte le misure necessarie per tutelare i diritti e le libertà di tutti i soggetti interessati.

Per avere maggiori informazioni in merito alla violazione occorsa contattare il Responsabile della Protezione dei Dati personali (RPD) all’indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Sassari, 22 ottobre 2020

                                                                                                                    

Al

Presidente del Consiglio dei Ministri

Professore, avvocato Giuseppe Conte

                                                                                                                    

Oggetto:   Documento di sintesi della vertenza Industria della Provincia di Sassari

                   Area Industriale di Sassari, Porto Torres, Alghero.   

                                                                                                                

Nella Provincia di Sassari si concentrano gran parte delle tematiche industriali che caratterizzano il dibattito politico, scientifico e sociale di questi anni.

Infatti nel nostro territorio insiste l’area di quello che era uno dei più grandi Stabilimenti Petrolchimici del Mediterraneo, da circa 10 anni oggetto di una sofferta riconversione industriale; una centrale elettrica a carbone fondamentale per la tenuta in sicurezza della rete Sarda; l’area di Crisi Complessa di Porto Torres e Sassari; l’area industriale di San Marco, Alghero, sede di importanti iniziative artigianali e industriali che rappresentano eccellenze in Italia (p.e. Nobento, Carboline).

La Riconversione in chiave green delle produzioni chimiche, la decarbonizzazione delle produzioni elettriche, lo sviluppo della manifattura e di produzioni innovative, sono temi fortemente dibattuti e necessitano di scelte politiche coraggiose e convinte, capaci di calarsi nei contesti territoriali.

CGIL, CISL e UIL della Provincia di Sassari, chiedono che la Presidenza del Consiglio, unitamente ai Ministeri competenti, MiSE e Ministero del Lavoro, si adoperino per superare i vincoli e gli ostacoli ancora oggi presenti.

Chimica Verde

La riconversione Industriale dello Stabilimento Chimico di Porto Torres parte con la sottoscrizione del Protocollo sulla Chimica Verde siglato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 26 maggio del 2011.

Dopo un avvio promettente, la costruzione di 2 dei 7 impianti previsti, una lunga fase di assestamento industriale e produttivo, le aziende Versalis (Eni) e Novamont, proprietarie degli impianti con la JV Matrica, sono entrate in un conflitto dichiarato e manifesto, che ha determinato l’avvio di un arbitrato, generando lo stallo complessivo, non solo degli investimenti ma anche delle interlocuzioni.

Nel maggio 2017 l’AD Eni Descalzi dichiarò la volontà di riavviare il Progetto e dare corso alla cosiddetta Terza Fase e un anno dopo, quando proprio a causa dell’arbitrato il nuovo accordo modificativo del precedente non poté essere sottoscritto, l’allora Presidente della Regione Sardegna, Onorevole Francesco Pigliaru, inviò alla Presidenza del Consiglio una lettera con richiesta di intervento.

Oggi, a molti anni dalla sottoscrizione dell’accordo originario e dalla ipotesi di riavvio degli investimenti, Chiediamo che sia convocata una riunione, presso la Presidenza del Consiglio, alla presenza dei sottoscrittori del Protocollo del 2011; Chiediamo che Il Governo intervenga nei confronti dell’Eni e di Novamont, della quale la stessa ENI - Versalis è socio, affinché venga definitivamente superato il conflitto intra – aziendale, che allo stato appare solo un pretesto per non fare.

Chiediamo che gli interventi di Bonifica inseriti nel Protocollo si realizzino, liberando aree industriali utili alla riconversione del sito.

Chiediamo che Porto Torres riprenda il ruolo previsto nel Protocollo e divenga sede di sviluppo di quella economia Green e circolare sulla quale si basa il rilancio dell’Italia e dell’Europa.

Decarbonizzazione

Il PNIEC prevede la decarbonizzazione totale delle produzioni di energia elettrica entro il 2025. Nella sua ultima stesura precisa che condizione indispensabile, affinché questo obbiettivo si raggiunga, è che le autorizzazioni di importanti opere infrastrutturali, da realizzarsi nella Penisola e in Sardegna, arrivino entro il 2020.

Allo stato non ci risulta che dette opere siano state autorizzate, nel mentre il dibattito sulle infrastrutture energetiche necessarie per la Sardegna è ancora acceso e appare lontano dall’essere sciolto nel breve.

La Centrale Termoelettrica di Fiume Santo rappresenta un’infrastruttura indispensabile per la tenuta in sicurezza della rete elettrica Sarda, produce in regime di Must-Run secondo un contratto con Terna che scade nel 2024.

Le incertezze sull’approvvigionamento del Metano, sulla realizzazione del Tyrrenian Link Sicilia – Sardegna, impediscono lo sviluppo di una strategia di lungo periodo, capace di dare certezze alla produzione, alla tutela dell’ambiente e al mantenimento dei livelli occupazionali.

Chiediamo che il ministero dello Sviluppo Economico riveda le sue posizioni sulla realizzazione della dorsale del Metano in Sardegna e che nel complesso sia rivista la logica con il quale è stata realizzato lo studio di RSE sull’approvvigionamento Energetico della Regione Sardegna, superando l’inappropriato vincolo temporale dei 20 anni. Siamo convinti che la Dorsale sia un’infrastruttura indispensabile non solo per garantire la decarbonizzazione del settore elettrico, ma anche per lo sviluppo di settori industriali che oggi, per ragioni di costo energetico, non si sono sviluppati.

Chiediamo che sia individuato il soggetto incaricato di realizzare il punto di approdo a Porto Torres per le bettoline che da Panigaglia dovranno trasportare il GNL, realizzando così la Virtual Pipeline che, ad oggi, appare l’unica ipotesi condivisa da tutti.

Chiediamo sia rivista l’ipotesi di realizzazione del Cavo Tyrrenian Link, un’infrastruttura costosa e inutile che può essere agevolmente sostituita dalla riconversione delle attuali produzioni e dallo sviluppo degli accumuli idroelettrici e da Power to Gas. (Idrogeno Green)

Chiediamo sia convocato un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nel quale siano analizzate e sciolte le ipotesi di riconversione presentate dalla società EP, attuale proprietaria della centrale a carbone.

Area di Crisi Complessa

L’Area di Crisi Complessa di Porto Torres e Sassari è stata riconosciuta con Decreto del MiSE il 7 ottobre 2016, dopo l’iter procedurale; il 19 dicembre 2018 approvazione del PRRI (Piano di Riconversione e Riqualificazione Industriale), 21 gennaio 2019 decreto del MiSE registrato alla Corte dei Conti per lo stanziamento dei fondi, 22 ottobre 2019 delibera della Giunta Regionale per approvazione dell’Accordo di Programma e successiva sequenza di approvazioni da parte dei Ministeri competenti. Ad oggi si attende ancora la firma da parte della Corte dei Conti e dell’avvio formale dei bandi da parte del MiSE.

Chiediamo che sia data immediata attuazione all’Accordo di Programma, che si porti a conclusione l’iter autorizzativo e che le risorse individuate siano immediatamente rese disponibili; che siano realmente fruibili le condizioni di vantaggio che l’Area di Crisi Complessa dovrebbe garantire, anche in favore di nuove intraprese o del rilancio di quelle attualmente ferme.

 

Infine, Chiediamo sia rivista l’allocazione delle risorse rese disponibili dal Just Transition Fund, oggi solo destinate al territorio di Taranto e del Sulcis.

La Giusta Transazione Energetica, non può non riguardare il territorio della Provincia di Sassari nella quale, come già espresso, si concentrano e si dovranno concentrare molte delle iniziative di riconversione Industriale a cui il Green New Deal mira.

Fiduciosi che saprà ben interpretare le istanze provenienti da questo territorio, La salutiamo cordialmente.

SCIOPERO

Questo è il Momento

Dopo il Lockdown e la contrazione delle attività di manutenzione che l’ENI nonostante gli impegni presi non ha riavviato, Questo è il Momento di pretendere che tutti i Lavoratori riprendano a lavorare nello stabilimento.

Basta con la Cassa integrazione per COVID, lo stabilimento è in marcia, ci sono attività da fare, l’ENI fa cassa invece di contribuire al rilancio del territorio e del paese.

Questo è il Momento di rivendicare la ripresa degli investimenti sulla Chimica Verde.

Questo è il Momento, perché tutti sostengono oggi quello che il territorio ha scelto nel 2011.

Lo sviluppo della Green Economy, l’economia circolare, il rispetto dell’ambiente di cui tutti parlano e per il quale L’Europa stanzia soldi e indirizza investimenti, non può essere solo un racconto.

L’ENI a Porto Torres doveva sviluppare la più grande produzione di bio polimeri d’Europa, un progetto rivoluzionario che è stato tradito.

Questo è il Momento di dire a Versalis e Matrica che la storiella dell’arbitrato e delle loro difficolta intra-societarie non è più credibile.

Questo è il Momento di avviare la Terza Fase del progetto, di discuterne alla Presidenza del Consiglio, superando le riunioni locali, che non sono state capaci di cambiare niente, spesso per manifesta incapacità della Politica.

Questo è il Momento di pretendere che le bonifiche si realizzino, superando falsi problemi, garantendo il lavoro per i lavoratori del territorio.

Questo è il Momento dello

S C I O P E R O

 

di tutti i lavoratori, che operano all’interno dello Stabilimento e nelle Aziende Coinsediate nel Sito.

Dalle ore 6.00 del 22 ottobre alle ore 6.00 del 23 ottobre 2020.

Questo è il Momento

 

Nel corso delle iniziative usa sempre la Mascherina, Mantieni la distanza interpersonale, attieniti alle indicazioni di CGIL, CISL e UIL.

Sassari li 14 ottobre 2020

                                                                                                                  

Spett.li

Prefettura di Sassari

Alla c.a.    dell’Illustrissimo Prefetto

Dott.ssa Maria Luisa D’Alessandro

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Regione Autonoma della Sardegna

Alla c.a.    del Presidente della Giunta Regionale

Dott. Cristian Solinas

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Provincia di Sassari

Alla c.a.    dell’Amministratore Straordinario

Sig. Pietro Fois

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Rete Metropolitana del Nord Sardegna

alla c.a. del Presidente, dott. Gian Vittorio Campus

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Confindustria Centro Nord Sardegna

Alla c.a. del Presidente, Dott. Giuseppe Ruggiu

del Direttore, Dott. Giansimone Masia

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Confapi Sardegna

Alla c.a. del Presidente, dott. Giorgio Deplano

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CNA Associazione Provinciale Sassari

Alla c.a.del Presidente, dott. Angelo Angius

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Confartigianato Sassari

Alla c.a. della Presidente, dott.ssa Maria Amelia Lai

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Confcommercio Nord Sardegna

Alla c.a. del Presidente, dott. Antonio Sole

Confesercenti Sassari – Gallura

Alla c.a. del Presidente, dott. Giuseppe Boccia

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Oggetto: Sciopero generale dello Stabilimento Chimico di Porto Torres.

Premesso che 

  • Le scriventi Organizzazioni Sindacali, rilevato il perdurare della contrazione delle attività manutentive ordinarie e straordinarie nel sito Chimico di Porto Torres, successiva al periodo di Lockdown, hanno formalmente interloquito in 2 occasioni, presso la sede della Confindustria Nord Sardegna in Sassari, con le Committenti del Gruppo ENI.
  • Per le scriventi, il progetto di Chimica Verde a Porto Torres, unitamente al completamento delle Bonifiche del sito sono da considerarsi strategici per lo sviluppo del territorio del Nord Sardegna.

Rilevato che

  • Le interlocuzioni richiamate non hanno determinato la ripresa delle attività in linea con quanto in essere nel periodo pre Lockdown per Covid – 19.
  • Da quanto emerso nelle riunioni citate, anche gli investimenti sulla Chimica Verde di cui al protocollo del 2011 sono da considerarsi sospesi e/o comunque totalmente da rivedere e ridefinire.
  • La Regione Sardegna e gli Enti Locali, in questi anni non sono riusciti a determinare la costituzione di un Tavolo di Confronto di livello Nazionale, da realizzarsi alla presidenza del Consiglio, sede nella quale venne firmato il Protocollo di Intesa sulla chimica Verde a Porto Torres.

Proclamano

Lo SCIOPERO di tutti i lavoratori, dipendenti delle aziende del Gruppo ENI, delle aziende Appaltatrici, delle aziende coinsediate nel sito, operanti nello Stabilimento Chimico di Porto Torres, con la seguente Modalità:

Sciopero dell’intera giornata, coincidente con il proprio turno di Lavoro, dalle 6.00 del 22 ottobre 2020 alle 6.00 del 23 ottobre 2020.

Alle associazioni datoriali in indirizzo chiediamo di inoltrare la presente a tutte le aziende loro associate che operano stabilmente o saltuariamente nel Sito Chimico di Porto Torres.

                                                                                                                                

Un Grande Inganno

Prima del Lockdown, la Decarbonizzazione nella produzione della Energia Elettrica, rappresentava uno degli argomenti centrali del dibattito politico e sociale della nostra Regione.
Intorno alla Decarbonizzazione e ai possibili scenari per realizzarla, si sono nel tempo susseguiti, interventi, dibattiti, convegni, incontri istituzionali, varie prese di posizione.
Tutti si sono dichiarati favorevoli, tutti hanno ritenuto l’obbiettivo indispensabile, molte sono state le ipotesi tracciate, tutte con un limite, i tempi di realizzazione, la coerenza tra questi e il termine ultimo, il 2025 confermato se pur con delle condizionali, anche nell’ultima stesura del PNIEC presentata alla fine del 2019.

Comunicato Sindacale Unitario

Comunicato SindacaleSassari 23 settembre 2020Il sindacato confederale di CGIL, CISL e UIL si è riunito oggi per rimettere al centro dell’attenzione del territorio i grandi problemi dell’industria nella consapevolezza che la ripresa del territorio, oltre agli investimenti pubblici in Scuola, Sanità, Infrastrutture, può avvenire solo attraverso il rilancio del settore industriale.In questo senso le Segreterie Confederali, unitamente alle federazioni di Categoria dei Chimici, Metalmeccanici, Elettrici, Edili, Servizi e Trasporti, evidenziano che questo è il momento di rivendicare gli investimenti sulla Chimica Verde a Porto Torres, è il momento di affrontare e sciogliere i temi che riguardano il futuro energetico del territorio, è il momento di riportare il Lavoro al centro del dibattito politico.Il territorio, a partire dal sindacato e dal mondo del lavoro, ha il diritto e il dovere di entrare nell’agenda del Governo della Regione e di quello della Nazione. E anche nella Provincia di Sassari si deve realizzare quella Green New Deal, sulla quale l’unione Europea ha focalizzato i sui Interventi. Noi lo abbiamo capito nel 2011 ora il Governo deve pretendere che L’ENI lo realizzi.Nella Provincia di Sassari si dovrà realizzare la Decarbonizzazione elettrica prevista dalla SEN prima e dal PNIEC dopo. Il futuro della Centrale di Fiume Santo dipende dalle scelte che si faranno, l’attuale incertezza impedisce qualunque tipo di scelta, tutto a danno dell’ambiente, dello sviluppo e del Lavoro.La Decarbonizzazione è possibile solo se anche la Sardegna, tutta la Sardegna, sarà messa nelle condizioni del resto della Nazione.La Dorsale è un’opera indispensabile.Questo è il momento di incidere e di pretendere il mantenimento degli impegni e l'adozione degli investimenti .Per tutte queste ragioni CGIL, CISL e UIL hanno deciso di proclamare lo stato di agitazione del settore industria della provincia di Sassari.Avvieremo la mobilitazione del settore attraverso il coinvolgimento dei Lavoratori, a partire da quelli dello Stabilimento di Porto Torres.

120° Anniversario della CGIL - 2020 cento 20, CentoVenti anni di Diritti, di Storia e di Lotte
nel Territorio, con il Territorio, per il Territorio

Sono passati centoventi anni da quando, l’otto aprile del 1900, fu fondata la Camera del Lavoro di Sassari.
All’inizio del ‘900 si assiste alla diffusione delle società di mutuo soccorso, e alle prime forme di organizzazione sindacale; nella seconda fase nascono le camere del lavoro (CDL), luoghi di vera e propria organizzazione operaia. Fino a questo momento, tuttavia, l’organizzazione dei lavoratori resta frammentaria, dislocata nelle città e nelle zone agricole a maggiore concentrazione di manodopera: non esistono ancora le condizioni per una generale rappresentanza degli interessi della classe lavoratrice, poiché troppo diverse sono le condizioni della produzione in una economia essenzialmente agricola e artigianale.

Contratti di lavoro firmati al Policlinico si riparte

LA NUOVA SARDEGNA 10 gennaio 2020
di Paoletta Farina
 

SASSARI. «Non mi sembra ancora vero, sono felice». «È la fine di un incubo, adesso si riprende a lavorare». «Non avrei mai scommesso che nel giro di un anno saremmo riusciti a ritornare nel nostro reparto». Occhi che luccicano, voci tremanti dall'emozione, ma anche visi sorridenti per la gioia. È palpabile la commozione e allo stesso tempo la felicità nelle parole e nei volti dei dipendenti del Policlinico che ieri mattina hanno firmato i contratti di assunzione con la Labor spa. Sono in tanti, ed è solo il primo turno. Nel pomeriggio le "chiamate" dei lavoratori sono continuate per siglare i "patti" con il gruppo Petruzzi che li ripagano di un periodo, comunque lungo, di ansie, attese, frustrazioni.Ai cancelli dell'ospedale di viale Italia c'è chi entra e chi esce dagli uffici della direzione.

Tante vertenze aperte ma mancano le risposte

LA NUOVA SARDEGNA 08 gennaio 2020

Il nodo dell'energia e il silenzio sulla chimica verde, bonifiche al rallentatore. La nota lieta del Policlinico, la crisi strutturale dell'edilizia che non riparte.

di Gianni Bazzoni

 
SASSARI. La crisi ha devastato tutti i settori, le divisioni hanno cancellato ogni forma di resistenza e anche i progetti più credibili sono naufragati o sono finiti nella palude delle incompiute senza che nessuno abbia avuto l'attenzione di reclamare risposte e, soprattutto il rispetto degli impegni. Il lavoro sembra essere solo nei pensieri di chi l'ha perso, ma anche di chi lo cerca da anni senza mai trovarlo. Giovani che lentamente vanno avanti negli anni e approdano nella fascia del "nulla", alla deriva in un pianeta silenzioso che regala solo promesse inutili e "no" in sequenza. Il territorio del sassarese è in grave difficoltà, potrebbe fare ma non riesce, potrebbe avere ma non riceve, ha le risorse e le potenzialità ma non raccoglie quasi niente. Troppe le vertenze aperte che non approdano a niente, poche e insignificanti le risposte.

È calato il silenzio sulla chimica verde

LA NUOVA SARDEGNA 23 dicembre 2019

di Gianni Bazzoni

SASSARI. Ormai da troppo mesi è calato il silenzio totale sul progetto della Chimica verde. Non ne parla più nessuno, sembra quasi che il tema sia stato rimosso dall'agenda politica della Regione e del Governo nazionale, mentre l'Eni non perde occasione per "reclamizzare" le iniziative "Bio" in altri siti nazionali.La Cgil di Sassari, proprio in questi giorni che precedono la conclusione del 2019 ha deciso di tornare con decisione sull'argomento. «Chiediamo che il presidente Christian Solinas con la stessa volontà e caparbietà dimostrate fin qui sul tema energia e metano, affronti la vertenza chimica verde. E lo faccia senza perdere ulteriore tempo. Perché se così non fosse, si renderebbe complice di chi vuole usare la Sardegna come una colonia, sfruttarne le materie prime e portare qui i prodotti finiti, trasferendo le trasformazioni nella penisola».

«La dorsale indispensabile l'elettrodotto non serve»

LA NUOVA SARDEGNA 10 dicembre 2019

di Gianni Bazzoni

SASSARI. «Il professor Pilo (nel servizio pubblicato sulla Nuova dei giorni scorsi) parla di rewamping delle centrali, ma è una cosa che non risponde alla realtà. L'impianto a carbone e quello a ciclo combinato sono molto diversi tra loro, e Fiume Santo non può diventare un "ciclo combinato", incredibile sostenere una simile tesi. Stessa cosa per la centrale Sulcis che è a letto fluido pressurizzato». La Cgil di Sassari prende posizione sul tema dell'energia e affida al segretario Massimiliano Muretti - profondo conoscitore della realtà industriale sarda - il compito di sostenere la necessità di realizzare la dorsale. «La dichiarazione del professor Pilo è per certi versi incomprensibile - afferma Muretti a nome della Cgil sassarese - : il cavo risponde a un solo motivo tecnico, quello di migliorare la interconnessione della rete, ma non dà risposte alla decarbonizzazione.