Sassari, 22 ottobre 2020

                                                                                                                    

Al

Presidente del Consiglio dei Ministri

Professore, avvocato Giuseppe Conte

                                                                                                                    

Oggetto:   Documento di sintesi della vertenza Industria della Provincia di Sassari

                   Area Industriale di Sassari, Porto Torres, Alghero.   

                                                                                                                

Nella Provincia di Sassari si concentrano gran parte delle tematiche industriali che caratterizzano il dibattito politico, scientifico e sociale di questi anni.

Infatti nel nostro territorio insiste l’area di quello che era uno dei più grandi Stabilimenti Petrolchimici del Mediterraneo, da circa 10 anni oggetto di una sofferta riconversione industriale; una centrale elettrica a carbone fondamentale per la tenuta in sicurezza della rete Sarda; l’area di Crisi Complessa di Porto Torres e Sassari; l’area industriale di San Marco, Alghero, sede di importanti iniziative artigianali e industriali che rappresentano eccellenze in Italia (p.e. Nobento, Carboline).

La Riconversione in chiave green delle produzioni chimiche, la decarbonizzazione delle produzioni elettriche, lo sviluppo della manifattura e di produzioni innovative, sono temi fortemente dibattuti e necessitano di scelte politiche coraggiose e convinte, capaci di calarsi nei contesti territoriali.

CGIL, CISL e UIL della Provincia di Sassari, chiedono che la Presidenza del Consiglio, unitamente ai Ministeri competenti, MiSE e Ministero del Lavoro, si adoperino per superare i vincoli e gli ostacoli ancora oggi presenti.

Chimica Verde

La riconversione Industriale dello Stabilimento Chimico di Porto Torres parte con la sottoscrizione del Protocollo sulla Chimica Verde siglato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 26 maggio del 2011.

Dopo un avvio promettente, la costruzione di 2 dei 7 impianti previsti, una lunga fase di assestamento industriale e produttivo, le aziende Versalis (Eni) e Novamont, proprietarie degli impianti con la JV Matrica, sono entrate in un conflitto dichiarato e manifesto, che ha determinato l’avvio di un arbitrato, generando lo stallo complessivo, non solo degli investimenti ma anche delle interlocuzioni.

Nel maggio 2017 l’AD Eni Descalzi dichiarò la volontà di riavviare il Progetto e dare corso alla cosiddetta Terza Fase e un anno dopo, quando proprio a causa dell’arbitrato il nuovo accordo modificativo del precedente non poté essere sottoscritto, l’allora Presidente della Regione Sardegna, Onorevole Francesco Pigliaru, inviò alla Presidenza del Consiglio una lettera con richiesta di intervento.

Oggi, a molti anni dalla sottoscrizione dell’accordo originario e dalla ipotesi di riavvio degli investimenti, Chiediamo che sia convocata una riunione, presso la Presidenza del Consiglio, alla presenza dei sottoscrittori del Protocollo del 2011; Chiediamo che Il Governo intervenga nei confronti dell’Eni e di Novamont, della quale la stessa ENI - Versalis è socio, affinché venga definitivamente superato il conflitto intra – aziendale, che allo stato appare solo un pretesto per non fare.

Chiediamo che gli interventi di Bonifica inseriti nel Protocollo si realizzino, liberando aree industriali utili alla riconversione del sito.

Chiediamo che Porto Torres riprenda il ruolo previsto nel Protocollo e divenga sede di sviluppo di quella economia Green e circolare sulla quale si basa il rilancio dell’Italia e dell’Europa.

Decarbonizzazione

Il PNIEC prevede la decarbonizzazione totale delle produzioni di energia elettrica entro il 2025. Nella sua ultima stesura precisa che condizione indispensabile, affinché questo obbiettivo si raggiunga, è che le autorizzazioni di importanti opere infrastrutturali, da realizzarsi nella Penisola e in Sardegna, arrivino entro il 2020.

Allo stato non ci risulta che dette opere siano state autorizzate, nel mentre il dibattito sulle infrastrutture energetiche necessarie per la Sardegna è ancora acceso e appare lontano dall’essere sciolto nel breve.

La Centrale Termoelettrica di Fiume Santo rappresenta un’infrastruttura indispensabile per la tenuta in sicurezza della rete elettrica Sarda, produce in regime di Must-Run secondo un contratto con Terna che scade nel 2024.

Le incertezze sull’approvvigionamento del Metano, sulla realizzazione del Tyrrenian Link Sicilia – Sardegna, impediscono lo sviluppo di una strategia di lungo periodo, capace di dare certezze alla produzione, alla tutela dell’ambiente e al mantenimento dei livelli occupazionali.

Chiediamo che il ministero dello Sviluppo Economico riveda le sue posizioni sulla realizzazione della dorsale del Metano in Sardegna e che nel complesso sia rivista la logica con il quale è stata realizzato lo studio di RSE sull’approvvigionamento Energetico della Regione Sardegna, superando l’inappropriato vincolo temporale dei 20 anni. Siamo convinti che la Dorsale sia un’infrastruttura indispensabile non solo per garantire la decarbonizzazione del settore elettrico, ma anche per lo sviluppo di settori industriali che oggi, per ragioni di costo energetico, non si sono sviluppati.

Chiediamo che sia individuato il soggetto incaricato di realizzare il punto di approdo a Porto Torres per le bettoline che da Panigaglia dovranno trasportare il GNL, realizzando così la Virtual Pipeline che, ad oggi, appare l’unica ipotesi condivisa da tutti.

Chiediamo sia rivista l’ipotesi di realizzazione del Cavo Tyrrenian Link, un’infrastruttura costosa e inutile che può essere agevolmente sostituita dalla riconversione delle attuali produzioni e dallo sviluppo degli accumuli idroelettrici e da Power to Gas. (Idrogeno Green)

Chiediamo sia convocato un incontro presso il Ministero dello Sviluppo Economico, nel quale siano analizzate e sciolte le ipotesi di riconversione presentate dalla società EP, attuale proprietaria della centrale a carbone.

Area di Crisi Complessa

L’Area di Crisi Complessa di Porto Torres e Sassari è stata riconosciuta con Decreto del MiSE il 7 ottobre 2016, dopo l’iter procedurale; il 19 dicembre 2018 approvazione del PRRI (Piano di Riconversione e Riqualificazione Industriale), 21 gennaio 2019 decreto del MiSE registrato alla Corte dei Conti per lo stanziamento dei fondi, 22 ottobre 2019 delibera della Giunta Regionale per approvazione dell’Accordo di Programma e successiva sequenza di approvazioni da parte dei Ministeri competenti. Ad oggi si attende ancora la firma da parte della Corte dei Conti e dell’avvio formale dei bandi da parte del MiSE.

Chiediamo che sia data immediata attuazione all’Accordo di Programma, che si porti a conclusione l’iter autorizzativo e che le risorse individuate siano immediatamente rese disponibili; che siano realmente fruibili le condizioni di vantaggio che l’Area di Crisi Complessa dovrebbe garantire, anche in favore di nuove intraprese o del rilancio di quelle attualmente ferme.

 

Infine, Chiediamo sia rivista l’allocazione delle risorse rese disponibili dal Just Transition Fund, oggi solo destinate al territorio di Taranto e del Sulcis.

La Giusta Transazione Energetica, non può non riguardare il territorio della Provincia di Sassari nella quale, come già espresso, si concentrano e si dovranno concentrare molte delle iniziative di riconversione Industriale a cui il Green New Deal mira.

Fiduciosi che saprà ben interpretare le istanze provenienti da questo territorio, La salutiamo cordialmente.